Presentazione in Europa

Pedro Ximénez Abrill Tirado
Cuartetos concertantes

ed. Josè Manuel Izquierdo
Libreria Musicale Italiana 2018
(Quaderni Ruspoli Musica)

“I più antichi quartetti d’America”
“Il compositore chiave dello ‘stile classico’
nelle Ande”
“tra Rossini, Beethoven e Pleyel”

Università degli Studi di Torino
DAMS
Palazzo Nuovo – Aula 15
Torino, via Sant’Ottavio 20
Venerdì 7 febbraio 2020 ore 18

Conservatorio Statale di Musica
“Giuseppe Verdi” di Milano
Sala della Biblioteca
Milano, via Conservatorio 12
Sabato 8 febbraio 2020 ore 16,30

Interventi di: Giorgio Monari (curatore), Antonio Rostagno (Sapienza Università di Roma), Josè Manuel Izquierdo (Università Cattolica di Santiago del Cile) Presenta: Andrea Malvano (Università di Torino)

Quartetto di Milano
Fulvio Liviabella e Igor Della Corte violino, Roberto Mazzoni viola, Giuseppe Laffranchini violoncello e Pedro Ximénez Abrill Tirado, Cuartetos op. 55 e 56 (ante 1830)

La musica strumentale americana prima del secolo XX è ancora in gran parte ignota, dato che quasi tutto quello che è sopravvissuto appartiene ad archivi ecclesiastici: musica sacra vocale per gli usi della Chiesa. Per questo, la scoperta della biblioteca musicale del compositore peruviano Pedro Ximénez Abrill Tirado (Arequipa 1784 – Sucre 1856) nella città di Sucre in Bolivia, poco più di dieci anni fa, è stata salutata come un vero miracolo per la storia musicale americana e non solo. La collezione include centinaia di composizioni dello stesso Ximénez, tra cui – oltre anche a musica sacra – più di trenta sinfonie e un ampio catalogo di musica da camera per diverse formazioni, di cui tre quartetti per archi che sono da considerarsi i più antichi dell’America Latina risalendo al Perù degli anni Venti dell’Ottocento. Il loro valore storico è innegabile ma non minore è il valore artistico per la qualità musicale della scrittura, tale da sorprendere l’orecchio europeo, spesso prevenuto. Grazie ad esecuzioni succedutesi negli ultimi anni in vari paesi latinoamericani è stato possibile rivelare l’originalità, lo stile cosmopolita e la voce di un autore creativo dalla personalità spesso decisa e marcata. Niente di vistosamente esotico nella sua produzione, gli stessi riferimenti alla musica locale nei quartetti vanno letti in una prospettiva cosmopolita non meno della presenza zigana nell’opera di Haydn: è il caso del quartetto op. 55, il cui andante riprende lo stile dello yaraví, genere simbolo dell’identità andina, ma per metterlo in dialogo con una scrittura chiaramente ‘classica’. José Manuel Izquierdo, dell’Università Cattolica di Santiago del Cile ha curato la prima edizione assoluta dei tre quartetti, in seguito al Premio Principe Francesco Maria Ruspoli per gli Studi musicali euro-latinoamericani attribuitogli dalla Associação Ruspoli di São Paulo per il suo lavoro sui quartetti di Ximénez nel 2014. Grazie alla stessa Associação Ruspoli ed al Centro S. Giacinta Marescotti di Vignanello, da dieci anni attivi nella promozione della cultura musicale tra Europa e America Latina per volontà della fondatrice italo-brasiliana Donna Giada Ruspoli con la direzione artistica e scientifica di Giorgio Monari, la lucchese Libreria Musicale Italiana ha pubblicato i tre quartetti trascritti da Izquierdo nel 2018 (Pedro Ximénez Abrill Tirado, Cuartetos Concertantes, introduction, critical edition and notes by José Manuel Izquierdo König – Quaderni Ruspoli Musica, 1). La musica di Pedro Ximénez sembra confermare quanto i contemporanei scrivevano di lui, cioè che fosse uno dei compositori chiave nello ‘stile classico’ dell’intera America nel primo Ottocento, tanto che un suo necrologio afferma che se avesse vissuto in Europa lo si sarebbe posto “tra Rossini, Beethoven e Pleyel”. Ximénez, figlio di genitori ignoti, prese il nome dalla famiglia altolocata in cui crebbe ad Arequipa, la ‘ciudad blanca’ – per la pietra delle sue architetture –, città natale di un altro illustre peruviano, lo scrittore Mário Vargas Llosa. L’agio familiare gli permise non solo di dedicarsi liberamente allo studio della musica ma anche di entrare nei circoli intellettuali più avanzati all’epoca, negli anni delle lotte per l’indipendenza dalla monarchia spagnola – al 1821 data la nascita del Perù moderno –, e di contribuire alla fondazione della locale università e del Collegio dell’Indipendenza. Non gli mancarono dunque contatti con la cultura musicale europea sia grazie a grandi artisti di giro attratti dalla ricca piazza di Lima sia grazie alle numerose partiture ricevute direttamente da oltroceano ed ancora custodite nella sua collezione: Haydn, Beethoven, Pleyel etc. Negli anni Trenta, gli avvenimenti politici portarono poi Ximénez a trasferirsi e a restare in Bolivia, dove oggi è infatti localizzata la sua collezione musicale.

Dato il contributo italiano alla riscoperta dell’autore con la pubblicazione di questi quartetti, è sembrato opportuno che la prima esecuzione europea avvenisse proprio nel nostro paese e ciò è stato possibile grazie al DAMS dell’Università di Torino e al Conservatorio di Musica di Milano, che hanno accolto entusiasticamente l’iniziativa. Arrivano dunque anche in Europa i quartetti di Ximénez, dopo alcuni saggi e registrazioni accademiche in vari paesi latinoamericani ed in Inghilterra – tra cui la prima esecuzione a cura dell’Associação Ruspoli in un festival internazionale a L’Avana nel 2017 (Festival Esteban Salas) – e dopo le prime esecuzioni nordamericane a Toronto e New York a fine 2018 (Eybler Quartet). La prima europea del prossimo 7 febbraio al Palazzo Nuovo dell’Università torinese, con il patrocinio del locale DAMS e dell’Università Cattolica del Cile, e la ripresa presso il Conservatorio di Milano l’8 febbraio, sono ancora una volta promosse dal Centro S. Giacinta Marescotti e dall’Associação Ruspoli con il contributo della canadese Qiviuk, azienda tessile di qualità fondata da Fernando Alvarez, visionario mecenate delle arti di origini peruviane. A far risuonare i due quartetti op. 55 e 56 di Ximénez è il prestigioso Quartetto di Milano: Flavio Liviabella e Igor Della Corte violini, Roberto Mazzoni viola e Giuseppe Laffranchini violoncello. Mentre Giorgio Monari, curatore delle Serie Ruspoli per LIM, riassumerà le coordinate generali dell’operazione, lo storico della musica Antonio Rostagno (Sapienza Università di Roma) introdurrà più nello specifico al contesto della cultura musicale strumentale di quegli anni e José Manuel Izquierdo si soffermerà sulle composizioni eseguite. Presenterà Andrea Malvano, dell’Università di Torino.

Pedro Ximénez Abrill Tirado, Cuartetos Concertantes [op. 55, op. 56, op. 68], introducción, edición crítica y notas por / introduction, critical edition and notes by José Manuel Izquierdo König, Lucca, LIM Libreria Musicale Italiana, 2018 (Quaderni Ruspoli Musica, 1). 17×24, pp. XI-232. € 25,00. Partes disponibles / Parts Available

Il Quartetto di Milano nasce 10 anni fa (2010) da un gruppo di musicisti del Teatro alla Scala di Milano desiderosi di approfondire il repertorio quartettistico. Subito ha dato avvio a una intensa attività concertistica internazionale che ha portato il gruppo a esibirsi in alcune delle principali sale di tutto il mondo. Oltre a numerose esibizioni in Italia, Germania, Inghilterra, Austria e Francia, sempre con lusinghieri successi, di particolare rilievo sono l’inaugurazione del Festival internazionale di Musica di Dubrovnik, la partecipazione al Festival delle Arti di Rhiad e quella al Festival Cervantino di Guanajuato (Messico), così come il concerto nella sala grande del Conservatorio di Mosca. In occasione del debutto scaligero del 2010, il gruppo ha eseguito il Quartetto op. 18 n. 4 di Beethoven in diretta radiofonica per la NHK (prima radio nazionale giapponese), con un enorme successo in tutta l’Asia. In seguito a questo successo, si è programmata una lunga tournée in Giappone, Corea e Cina. La registrazione del Quintetto di Mozart con clarinetto è stata recensita con 5 stelle (massimo riconoscimento) dalla prestigiosa rivista internazionale Musica. Il quartetto è attivo anche nel campo didattico dedicandosi ai giovani, con master in numerose università – tra cui un master a Shangai con relativo concerto. Il gruppo ha spesso integrato giovani musicisti per l’esecuzione di opere cameristiche in formazioni più ampie e nel 2019 ha riscosso un notevole successo con l’Ottetto di Mendelssohn per doppio quartetto. Il gruppo collabora inoltre con famosi cantanti lirici, ballerini e attori proponendo progetti inusuali e creativi.

Fulvio Liviabella (violino) studia inizialmente con il padre e poi con Christine Anderson, Salvatore Accardo e Giuseppe Prencipe diplomandosi presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino. Vincitore di numerosi concorsi sia come solista sia come camerista, svolge una intensa attività concertistica. È stato spalla dell’Orchestra di Lisbona e insegnante in vari conservatori italiani. Attualmente è violinista presso l’Orchestra della Scala di Milano e della Filarmonica della Scala.

Roberto Mazzoni (viola) si è diplomato a pieni voti presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano sotto la guida di Gianpaolo Guatteri. Ha tenuto numerosi concerti sia come solista sia in formazioni cameristiche italiane ed ester, quali il Quartetto Aurora, il Quintetto Modigliani, il Trio Ludwig. Ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica della RAI di Milano e, come prima viola, con l’Orchestra del Festival Lirico di Spoleto, con l’Orchestra Stabile di Como, con l’Orchestra da Camera Milano Classica, l’Orchestra Filaromica di Como e con l’Orchestra Guido Cantelli. Collabora con Antonio Ballista e con Carla Fracci nell’allestimento dell’opera Verklärte Nacht di Schönberg, come strumentista ospite e prima viola con gli Archi della Scala. Insegna Viola ed Esercitazioni d’orchestra presso la Scuola Civica di Musica di Casatenovo Brianza.

Giuseppe Laffranchini (violoncello) ha compiuto gli studi musicali a Brescia diplomandosi al Conservatorio “Luca Marenzio” sotto la guida di Felice Luscia. Ha ricoperto il ruolo di primo violoncello dell’Orchestra Filarmonica e dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano collaborando con i più illustri direttori del nostro tempo: Abbado, Votto, Kleiber, Bertini, Barbirolli, Boehm, Berstein, Patané, Ozawa, Solti, Sanzogno, Giulini, Gavazzeni, Sawallish, Muti, Gergiev, Pretre, Chung, de Burgos, Maazel, Berio, Chailly… Ha svolto intensa attività artistica come solista e con vari gruppi da camera, in Italia e all’estero, con il Trio d’Archi di Milano, il Klavierquartett di Milano e con gli Archi della Scala. Ha inciso per la casa discografica Accord di Parigi, per Live Recording, Decca e Sony. Si è dedicato con passione alla didattica, prima al Conservatorio di Brescia, poi al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano e all’Accademia di perfezionamento della Scala.